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8 Gennaio 2026

Ricevere una diagnosi di endometriosi non è semplice, nonostante la patologia sia molto debilitante. Caratterizzata da diversi tipi di dolore come dolore mestruale, pelvico, durante i rapporti, alla minzione e alla defecazione, l’endometriosi rimane una condizione sottodiagnosticata. Le statistiche indicano che le persone con endometriosi sono soggette a un ritardo diagnostico che arriva fino a 10 anni e devono consultare un numero elevato di medici prima di ricevere una diagnosi. Questo ritardo è causato anche da una scarsa formazione ginecologica sulla patologia.
In aggiunta, la diagnosi di endometriosi può includere diversi esami e valutazioni. Questo perché, prima di tutto, si tratta di una patologia complessa e multifattoriale, ma anche perché non esiste un esame singolo che determini la presenza o meno di endometriosi: non esiste un marcatore specifico infatti. La diagnosi si basa quindi sull’insieme di diversi esiti e informazioni cliniche dellə pazientə. Vediamo come.
Partiamo dallo sfatare un falso mito. Spesso viene detto allə pazientə che l’unico modo per fare diagnosticare l’endometriosi sia un intervento chirurgico, come la laparoscopia. Questo non è corretto al giorno d’oggi. La laparoscopia, essendo un intervento chirurgico, è uno dei metodi più diretti per osservare lo stato degli organi pelvici, ma rimane comunque una procedura più invasiva rispetto ad altri accertamenti diagnostici, nonostante sia mini-invasiva.
Mentre in passato la laparoscopia veniva spesso suggerita alle persone con sospetta endometriosi, oggi esiste un approccio ginecologico più conservativo e meno invasivo. L’endometriosi può infatti essere diagnosticata anche senza chirurgia, analizzando con attenzione e competenza la storia clinica dellə pazientə e ricorrendo a diversi esami e valutazioni non invasive. Capiamo meglio quali.
Per valutare la presenza di endometriosi, si procede seguendo un ordine gerarchico di esami e valutazioni. Prima di tutto, è fondamentale trovare unə specialistə ginecologicə che possa guidare lə pazientə in questo percorso. In casi di sospetta endometriosi, è importante consultare una figura ginecologica specializzata nella patologia, data la sua complessità e la difficoltà diagnostica. Una volta trovata questa figura medica, ecco che cosa ci si può aspettare.
In alcuni casi, lə specialistə può prescrivere esami del sangue in presenza di sospetta endometriosi. I marcatori più comunemente valutati sono il CA 125 e CA 19.9. È importante sottolineare che questi test non sono diagnostici per l’endometriosi; possono suggerire la possibile presenza della condizione, ma non sono specifici. Per questo motivo, gli esami del sangue devono essere interpretati insieme ad altri accertamenti diagnostici. Livelli elevati di questi marcatori possono infatti essere associati anche ad altre patologie, mentre valori nella norma non escludono la presenza di endometriosi.


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